I turbamenti erotici del giovane Libero

Il mio commento a ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO DI MISSIROLI
#consiglidilettura; #sconsiglidilettura

Commento all’osso: un ragazzino (come tutti i ragazzini) si masturba spesso e volentieri finché non ha dei rapporti completi con l’altro sesso. Ma anche così non è contento, e de temps en temps continua a masturbarsi. Finalmente trova la donna giusta, la sposa e c’ha un figlio con lei. Fine. (se continua a masturbarsi non è dato sapere).

Commento semiserio.
Il protagonista, un ragazzino dodicenne vede, da uno spiraglio, la madre fare un lavoretto a un amico di casa, ha un’erezione e in bagno finalmente scopre “la liberazione”.
Ok.
Il ragazzo cresce con l’ossessione di sapere come sarà con una donna, ma quando finalmente ha i suoi primi rapporti non riesce mai veramente a esserne soddisfatto. Il motivo della sua scontentezza, non è dato sapere. Probabilmente è rimasto turbato dalla visione materna, per cui non riesce a vivere serenamente gli incontri sessuali con altre donne (è una mia illazione).
Conosce Lunette, una splendida ragazza di colore, di cui s’innamora. Ma com’è come non è, deve sempre guastare tutto. A poco a poco non riesce a eccitarsi se non immaginandola scopare con altri, e alla fine la spinge a farlo davvero in un bagno di un bar pubblico. Poi gli viene l’ansia, corre nel bagno vicino e grida il nome di lei. E lei s’interrompe.
Quando escono comincia a tartassarla di domande: com’era, come non era, ti è piaciuto, era grosso, era meglio di me, ecc. ecc.
Lei si dispiace ma, giustamente, alla fine si stufa e lo molla.
Lui troverà una donna che lo sposerà e che gli darà un figlio. Fine.

Commento serio
Poteva essere un capolavoro: la malinconia, l’insoddisfazione dei rapporti sessuali, il cercare quel qualcosa in più che faccia sentire veri, e liberi, non è una brutta tematica, tutt’altro.
Peccato che Missiroli usi un linguaggio talmente povero, piatto, omologato, da sciupare la bella occasione che ha avuto.
Si sa. Non è tanto la storia, ma come viene raccontata. In fin dei conti, le storie sono sempre quelle, la differenza la fa la voce dello scrittore, Mi viene in mente Houellebecq. Anche ne “Le particelle” c’è tanto sesso infelice, ma H ha dalla sua una scrittura importante, e centra il bersaglio, e alla fine il senso di desolazione rimane, e ti viene quasi voglia di consolare il protagonista.
In più Missiroli deborda: citazioni su citazioni, anche piuttosto lunghe, da cui i vari protagonisti dovrebbero trarre un esempio, o la morale, o chessò io. Sono così tante che alla fine stufano. (Come Drogo il protagonsita deve attraversare il suo deserto e come la Duras ne “L’amante” bisogna amare senza problemi e come Céline, ecc. ecc.)
Due maroni.
Avesse citato poi autori non così letti, uno c’avrebbe avuto anche la curiosità, c’avrebbe.
Ma no! Il deserto dei tartari, un amore, L’amante, Viaggio al termine della notte ecc. (spero di ricordarmi giusto, il libro l’ho letto tempo fa).
Insomma, un’occasione sciupata, alla fine.
Un libro che, onestamente, non mi ha né sconvolta né turbata né coinvolta né niente di niente.
Innocuo.

Concludo con la mia solita chiusa: il mio parere, come tutti i pareri, è del tutto opinabile. Prendetelo come tale.
Buona lettura, per chi non l’avesse ancora letto.

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