«Chiunque non legga Cortázar è condannato»

UNA POESIA AL GIORNO

Una delle citazioni più utilizzate quando si parla di Julio Cortázar, di quelle usate nelle bandelle o sul retro dei libri, come per sponsorizzare l’acquisto prima e la lettura poi, è una frase molto d’impatto di Pablo Neruda che dice: «Chiunque non legga Cortázar è condannato». A che cosa? si domanda il lettore, ma la risposta ce l’ha soltanto chi ha letto Cortázar, ed è per questo che la frase di Neruda funziona perfettamente: «leggi Cortázar e saprai da cosa ti sei salvato», dice in realtà, «ignoralo e sarai condannato, ma non saprai a cosa». Un’altra frase utilizzata con lo stesso scopo promozionale dagli editori venne pronunciata da Roberto Bolaño, che da Cortázar ha attinto poetica e anche stile, e che ha detto più prosaicamente: «Cortázar es el mejor». A pensarci bene (ma anche a pensarci male, a non pensarci per nulla) Julio Cortázar non ha bisogno di sponsor, per quanto questi siano Roberto Bolaño e Pablo Neruda. Un articolo su Julio Cortázar è difficile da iniziare, perché per me potrebbe iniziare e finire in quattro parole: “Cortázar è il migliore”, è vero, è così. Perché? Chiedi a Neruda: leggilo, e lo saprai.
da “Studio” di Davide Coppo
Il Futuro

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

El Futuro

Y sé muy bien que no estarás.
No estarás en la calle,
en el murmullo que brota de noche
de los postes de alumbrado,
ni en el gesto de elegir el menú,
ni en la sonrisa que alivia
los completos de los subtes,
ni en los libros prestados
ni en el hasta mañana.

No estarás en mis sueños,
en el destino original
de mis palabras,
ni en una cifra telefónica estarás
o en el color de un par de guantes
o una blusa.
Me enojaré amor mío,
sin que sea por ti,
y compraré bombones
pero no para ti,
me pararé en la esquina
a la que no vendrás,
y diré las palabras que se dicen
y comeré las cosas que se comen
y soñaré las cosas que se sueñan
y sé muy bien que no estarás,
ni aquí adentro, la cárcel
donde aún te retengo,
ni allí fuera, este río de calles
y de puentes.
No estarás para nada,
no serás ni recuerdo,
y cuando piense en ti
pensaré un pensamiento
que oscuramente
trata de acordarse de ti.

julio_cortazar2

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