Non bisogna scoprire di avere un paio d’ali. Si rischierebbe di volare via.

questo romanzo, QUADERNO PROBITO DI ALBA DE CESPEDES,

stava per finire tra gli “abbandonati”. Motivo principale: la povertà del lessico (e per lessico “povero” non intendo né semplice, né piano), e alcune banalità un po’ irritanti, del tipo (anche se non proprio dette così) che anche i ricchi non sono felici e cose del genere.

Poi è successo qualcosa. Man mano la storia mi prendeva, nonostante il linguaggio appiattito mi prendeva, ed era la capacità – la grande capacità – delle de Cespedes di narrare storie che inchiodano alla lettura, accompagnando il lettore tra le righe sino a renderlo complice e a fargli sollevare le pieghe più nascoste dei suoi personaggi.

Storia.
La protagonista acquista un diario per scrivervi i propri pensieri.
Gesto eversivo, da lei considerato proibito perché la donna intuisce da subito, anche se ancora non ne ha piena coscienza, che con quel quaderno si dà la possibilità di essere finalmente se stessa, di tornare Valeria , e di non essere più esclusivamente “mammà” come la chiamano i figli e soprattutto il marito.

Ma il percorso del mettersi a nudo e dello scoprirsi spalanca squarci su pensieri (e desideri) nascosti, cacciati giù da anni, che ora sgomitano per venire alla luce e reclamare il loro diritto a esistere. Terribile e prezioso momento.
Valeria non ce la farà: rifiuterà il dono che l’ora incerta della vita, quella in cui è possibile che tutto cambi, offre a ognuno di noi. Sì, prima o poi l’ora incerta ci raggiunge. Terribile e prezioso momento.

Libro sincero, tenero, privo di fronzoli, che pur senza dire troppo, spiega magistralmente le motivazioni e le psicologie di tutti i personaggi.

Libro sconsigliato alle donne (ma anche agi uomini) profondamente insoddisfatte ma che non hanno il coraggio di fare il passo nell’unica direzione possibile per rinascere.

Alla fine Valeria decide di tornare a essere solo “mammà”. Ma, a mia e ad altrui consolazione, io so per certo che nel mondo parallelo dove vagano i personaggi inquieti che non hanno ricevuto dall’autore sulla carta la pietas dovuta, Valeria è di nuovo Valeria, e da lì ci sorride, e anche ci irride, un po’.

(foto di Salustiano Garcia Cruz Artist)

 

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