Incipit di Sono Io che l’ho voluto, Mondadori

   “Chissà perché mentre le si chiudevano gli occhi le venne in mente la sorella com’era da piccola, già bassa e massiccia, e poi da grande, con le gambe forti sopra la curva delle caviglie, la fronte ampia, gli occhi chiari dallo sguardo fermo nella faccia da lupo. Sorrideva, come sempre, col suo sorriso fiero e felice che la rendeva persino bella. Poi rivide i quattro nipotini, uno dietro l’altro, in fila disciplinata, le vesti in ordine e le manine protese verso di lei. Avevano lo stesso sorriso appagato della madre.
Sara non aveva mai avuto problemi nel crescerli.
“Mangiano e dormono tutti e quattro come angioletti”, le diceva con quel sorriso che incantava chiunque.
Il mio no, mi ha sempre fatto impazzire, rifletté Miriam.
Curiosamente questo pensiero la rese felice. Strinse la manina di Teodoro che giaceva nel letto accanto a lei. Prima, a un suo tocco, il figlio aveva avuto un sussulto. Il ricordo le strappò un sorriso di beatitudine, e finalmente Miriam si addormentò.”

Da “Sono io che l’ho voluto” di Cynthia Collu, Mondadori

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