Il figlio

 

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La prima volta che rimase incinta fu facile nasconderlo al marito. Si recò in un centro assistenza coppie, dove le assicurarono che avrebbero sbrigato tutta la faccenda in mezza giornata. Niente ospedale con ricovero notturno. Niente rischio, anche se remoto, d’incontrare qualcuno che la conoscesse e potesse riferire a Neri. Il figlio, con ogni probabilità, era di Steve.
Le cacciarono un bigliettino in mano, ben piegato in quattro, e le raccomandarono di non mostrarlo a nessuno. Sopra c’era l’indirizzo del medico che l’avrebbe fatta abortire.
Quindici giorni dopo si recò all’appuntamento. Nella stanza d’ingresso trovò quattro ragazzine che aspettavano ognuna il proprio turno. Una di loro piangeva. Accanto a lei un ragazzo dallo sguardo spaventato si grattava meccanicamente l’orecchio. Come vide Elisa – l’unico adulto lì dentro – la guardò speranzoso, ma lei lo ignorò e si sedette in disparte.
Frugò nella borsetta e ne trasse una rivista. Si concentrò sulla lettura.
I minuti scorrevano soffocanti. La ragazza continuava a singhiozzare, e d’un tratto cacciò un grido. Elisa si alzò di scatto e andò con passo deciso da lei.
“Vuoi un calmante?”, le chiese in tono altrettanto acuto. Frugò con furia nella borsa e ne trasse fuori una boccetta di Valium. La tese alla ragazza. “Quindici gocce saranno sufficienti”, disse scuotendole il flaconcino sotto il naso.
La ragazza aveva smesso di colpo di lamentarsi, e la fissava con gli occhi sgranati.
“Allora?”, insistette Elisa. “Prendile, vedrai che dopo ti sentirai meglio.”
L’altra continuava a tacere e a guardarla frastornata. Elisa sbuffò e tese la boccetta al ragazzo. Questi la prese meccanicamente. “Grazie”, disse. Poi ricominciò a grattarsi l’orecchio.
Elisa guardò la ragazzina e si sforzò di sorriderle. “Vedrai, tra un po’ finirà tutto e tu sarai come nuova.”
dal racconto “Il figlio” di Cynthia Collumueck 2

 

http://www.fernandel2.it/pdf/fiocco_rosa.pdf

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